Non si può certo affermare che non l’avevo detto. Figuriamoci se ho la costanza e la pazienza di alimentare un blog di giorno in giorno. O meglio, quelle ce le avrei anche, il problema è che non ho niente da dire.
Forse questo potrebbe già essere in effetti un buon argomento: una lunga e articolata riflessione sul motivo per cui c’è poco da raccontare. Ma non interesserebbe molto gli altri e io non ho bisogno di pensarci troppo dal momento che l’ho già fatto e le conclusioni le ho già tratte.
Le giornate passano più o meno simili a quelle trascorse, non mi annoio, almeno nel senso classico e quotidiano del termine, la parola più corretta e appropriata, che mi è tornata alla memoria proprio nel momento in cui scrivo questa frase, è probabilmente nausée.
Dedico troppi pensieri al lavoro. E non se li merita.
Questa sera cena, ma non ho voglia di vedere gente. Vabbè, solita recita e pattume nascosto sotto il divano con un calcio.

